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martedì, maggio 23, 2006

Il risveglio.

 

Nessun appuntamento preciso. Solo un vago arrivederci e un paio di chiavi. Arrivo sotto casa sua molto presto. Il sole è da poco spuntato e inizia a riscaldare.

Apro il portone e salgo le scale con il solito nervosismo pre  incontro. Apro la porta con tutta la calma possibile, entro e chiudo piano ed inizio a spogliarmi. A piedi nudi sul pavimento leggermente freddo percorro il corridoio e sono davanti alla sua camera con la porta aperta.

La finestra è aperta e si sente il calore del sole che inizia a riempire la stanza, lei è sdraiata di lato, vestita della sola maglietta e le coperte coprono giusto le gambe, rimane scoperto il sedere nudo. Mi avvicino guardandola e guardando come il sole si appoggia su di lei. Con la mano le accarezzo il fianco e scendo sulla gamba scostando del tutto la coperta e le do un bacio sulla guancia. Non so se per reazione inconscia o per una voglia di giocare subconscia si mette pancia in alto. Mi perdo un poco sul suo sguardo felice. Le vedo i capezzoli sotto la maglietta e scende il mio sguardo fino al pube rasato. Scalcia ancora un poco per togliersi le coperte dalle gambe e per farsi riscaldare dal sole… o forse per invitarmi..

Mi appoggio delicatamente sul letto, ai suoi piedi e delicatamente la bacio sulle labbra che ha offerto al sole. Le mie labbra umide incontrano le sue calde e lisce. Un bacio appassionato.

Bacio ancora con più vigore, sentendola gemere. Non so se stesse pensando ad un sogno ma i suoi movimenti portarono le sue mani sulla mia testa spingendola più dentro di lei.

Ogni goccia di questa calda rugiada di primo mattino era mia. Ed ogni gemito nostro.

Mi muovo lento e assetato dentro di lei, per bere di lei, facendomi guidare la testa dalle sue mani, e il mio ritmo dai suoi gemiti. Il calore del sole è nulla in confronto al calore che viene da lei e che stiamo creando.

La mia eccitazione è tanta che sento di dover interrompere questo bacio.

Mi alzo e mi faccio avanti, vedo i suoi occhi che si chiudono velocemente mentre mi alzo, come per far finta di dormire ancora. Ad occhi chiusi le nostre labbra si incontrano, a labbra aperte cola il suo sapore sulla sua lingua e un bacio appassionato salda i nostri corpi. I nostri sessi si fanno vicini, una scarica elettrica ci percorre quando i sessi si toccano, ma ancora più forte è quando pian piano inizio ad entrare in lei e spingendo forte con tutto il corpo una volta arrivato in fondo. Vicini come un corpo unico, e un unico movimento che muove il letto e lo fa ballare, con colpi decisi verso il muro.

Apre gli occhi ai primi gemiti decisi, “Buongiorno” mi dice e le sue gambe si legano alla mia vita per poi venir girato di lato e messo spalle al letto, ancora dentro di lei. Da preda a predatore, ora sono io che sento le sue spinte, la sento sopra ed agitata dalla passione. Gambe aperte se ne sta sulle ginocchia e mi tiene le mani sul mio petto mentre mi cavalca.

Colpi forti mi fanno sentire in paradiso, di godimento e passione, e ad ogni colpo un sussulto, uno sguardo, gemiti e urla, una miscela che cresce con l’incedere di questa cavalcata. Metto le mai sui suoi fianchi, come per seguirla meglio,  e lei lascia le mani dal mio petto per togliersi la maglia.

Mi guarda con un sorriso tagliente, incrocia il mio sorriso beato e coinvolto e spinge più forte e torna a piegare leggermente la testa indietro e io con lei. Le mie mani scivolano dai fianchi al seno, tenendolo su e palpandolo e stringendolo.

Corpi che danzano e respiri e gemiti che suonano. Mani che si muovono dal suo seno al suo collo per tornare sui fianchi e finire sul sedere e sentire le sue mani che incontrano fugacemente le mie, per graffiarle, accarezzarle, prenderle e perderle, mentre nella maestosa passione di corpi e sesso le sue dita toccano il suo visto coperto dai capelli, toccano il suo seno che salta ad ogni colpo e il mio petto caldo.

Il sole in questi minuti si è fatto alto, come per spiarci e godere con noi, il calore prendere esempio da noi e sentire il nostro sudore. Corpi nudi e pieni di passione e sesso si trovano nell’orgasmo che sta per arrivare.

Le mani sue come per spingermi contro il letto,come per trovare ancora più forze nel suo saltare e prendermi dentro, forte, forte, ancora più forte, dentro, nelle vene, nel cuore e nel pensiero.

Ogni salto è minuzioso nel arrivare appena sotto la sommità per poi scendere con forza fino in fondo, un crescendo che riempie l’aria del sudore e profumi dei due corpi, riempie il caldo mattino della melodia creata. Forte, forte ancora più forte il mio corpo è fermo in attesa del momento, sente arrivare ad ogni colpo avvicinarsi il momento, ad ogni suo gemito, forte, urla, non soffocate, sente arrivare il momento in cui si esplodono i piaceri nel loro apice.

Mi guarda per farmi capire, freno come posso il mio arrivo, forte incede, una corsa a piedi nudi, per raggiungermi e mettere il mio corpo al limite della resistenza. Forte contro di me, dentro di lei, forte ancora, il segnale, le mani che graffiano il petto ed esplode corale l’orgasmo, sentendo il fiume copioso dentro di lei scorrere nel suo orgasmo che diviene mio riempiendomi, e risvegliandomi.

Risvegliandoci.

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venerdì, maggio 19, 2006

 

 

 

 

guardarti è la mia perversione

images by iperio

 


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giovedì, maggio 18, 2006

"J'ecris poru une douzaine d'ames que je ne verrai peut-etre jamais, mais que j'adore sans les avoir vues",scriveva Stendhal. Causa problemi di connessione e logistica varia chiedo scusa per il lungo periodo d'abbandono. Ma per fortuna Fantasieerotiche è in buone mani:)

Posto qualcosina, pensieri alla spicciolata, erotici nel senso più lato del termine,giusto per salutarvi:)

C’è una dolcezza giù nella vita/ che non cambierei con niente
Di ciò che appartiene al cielo./ E’ quando chissà da che, perché cominciano
Tra due bocche estranee sino ad allora/ i miracoli tiepidi
dei baci
Giuseppe Conte


Il mio “ex storico” mi diceva sempre che puoi capire se una persona ti ama solo dopo averci fatto l’amore. Io non ci credevo, la teoria mi sembrava solo piuttosto divertente. In questi “mala tempora currunt”, fatto per lo più di incontri occasionali, la sua teoria mi è tornata in mente ed ho cominciato a far caso alla velocità con cui ci si riveste per evitare di realizzare che si è con uno perfetto sconosciuto. E che tutto sommato, arrivederci e grazie, potresti anche toglierti fuori dalle palle, ora.
Con Marco è stato diverso. Abbiamo dormito insieme. Ed è stato questo ad avermi fregata.
L’ho conosciuto ad una festa di laurea, ero gia decisamente alticcia, “andante con brio” quanto basta per risultare ancora più esuberante del solito. Lui che è bello, bellissimo, il cuore che fa un triplo salto mortale vedendolo ed il cervello, quel poco che ne era rimasto che mi diceva che era “impossibile”. Abbiamo parlato di yacht, lui che è un esperto ed io che non ci sono mai salita manco una volta su uno. Eppure la sottoscritta era lanciatissima nella discussione, al punto tale che la sera l’aspirante Onassis ha confidato ad un amico in comune quello che è stato il più bel complimento che mai mi abbiano fatto. “Lei è una persona così intelligente…sa quando star zitta e sa quando parlare…e quando lo fa, lo fa solo con cognizione di causa”. Insomma, ci siamo rivisti. Lascio a lui la scelta di un bel locale e di bella gente. Mi sembra ancora più bello ed io mi sento incredibilmente fortunata ad averlo accanto. Ancora una volta l’alcool è stata la mia scusa per piroettare fra le sue braccia e sussurrargli nell’orecchio che cominciavo già a non reggermi in piedi. Siamo finiti da me. Quando mi sono accasciata sul letto mi ha tolto via gli stivali e ha cominciato a massaggiarmi i piedi, sta bene la mia stellina? Ha acceso una candela che avevo sul comodino ed ha spento le luci. Abbiamo continuato tutta la notte a cercarci, un sonno labile, intermittente, si finiva e ci si addormentava, e ci si svegliava non appena uno dei due realizzava la presenza dell’altro accanto. Penso di aver abusato di ogni sua erezione, gli salivo addosso a cavalcioni non appena, mentre di dormiva, sentivo il suo cazzo spingermi timidamente dietro la schiena. Non so perché quella sera non mi sono ribellata al fatto che dormisse da me. La chiamano “empatia” ma potrebbe essere solo curiosità. Fatto sta che abbiamo continuato a cercarci. Tutte ottime e libidinosissime prestazioni in pista, non c’è che dire. Ma, quando il romanticismo mi pugnala alle spalle, quando penso a Marco, più che alla sex machine sorrido pensando alle notti passate insieme, a come restava avvinghiato al mio corpo e ai baci che mi dava nel sonno, e alla serenità, la sicurezza che quelle notti non sarebbero mai finite. (“You’re just a little, romantic, italian girl!”-ci dava dentro una mia amica di Chicago, come se fosse un’offesa!)
-C’è qualcosa di te che non capisco e che mi attrae misteriosamente. Penso che tu sia una gran bella persona. Ma che potresti farmi anche tanto male…-pensavo ad alta voce, testa poggiata sul suo petto, mentre aspiravo boccate di fumo.
-Stai correndo un grosso rischio, allora…lo sai?-aria da duro e sorrisino di chi la sa lunga
-Penso che ne valga la pena…gli ho risposto scrollando le spalle.
Lo penso ancora. Nonostante ad un certo punto se la sia data a gambe levate. Ma come prevedevo, più per egoismo che per cattiveria. Lo stesso egoismo che a mia volta mi spingeva ogni volta a restare a dormire con lui.
Lo stesso egoismo che mi impedisce ogni volta di rimanere sola. E per una serie di fortunate congiunzioni astrali ora c’è Roberto. Parlavo dei Clash e lui aveva la cassetta in macchina. Siamo nati lo stesso giorno. Ed abbiamo gli stessi occhi verdi che sembra possiamo entrambi guardarci allo specchio.
Dice che sembro Bambi, mentre e alle mie spalle e mi accarezza la schiena, nuda. E poi che sembro uscita da un cartone animato di quelli giapponesi, porno, dove le protagoniste sono scolarette e hanno le tette grosse. Ridiamo come pazzi, mi trovo bene a ridere con lui. A scopare con lui. Dice che il cazzo in bocca mi sta benissimo, “mai visto una ragazza a cui il mio cazzo dona così tanto”, ma secondo me è solo una scusa per continuare a farselo succhiare. E lo faccio, non potrei mai negargli nulla.
Potrei quasi innamorarmi di lui.
-L’importante è che non ti innamori di me-aria da Jhon Wayne mentre mi allunga una sua maglietta. Era la seconda sera che ci vedevamo e mi offriva ospitalità a casa sua.
Cazzo, mi legge anche nel pensiero?
L’amore è solo la scusante uterina che gli le donne affibbiano ai loro istinti da zoccola, mi verrebbe da dirgli. Ma sto zitta. E mi godo il suo abbraccio mentre faccio finta di essermi gia addormentata.
L’importante è che dormiamo insieme.


fantasticato da DolcaMorgana | il mio blog | alle 20:03 | commenti (2)


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mercoledì, maggio 10, 2006

-Muoviti adesso e non fiatare- Le sue parole mi schiaffeggiano, il vento mi scompiglia i capelli mentre l'asfalto caldo della strada mi brucia i piedi nudi. ho paura che qualcuno mi possa vedere, così nuda con le mani legate dietro la schiena, col sesso allargato dalle catenelle. -ti prego- sussurro, e la mia voce arriva da lontano. ho paura e so che verrò punita per la mia impudenza. una scudisciata mi colpisce i seni con violenza, sento il calore del sangue che mi colora la pelle e scivola lungo il mio ventre. arriviamo in un parco. semideserto. lungo il tragitto un paio di ragazzi ci hanno visti e hanno continuato a seguirmi alternando commenti feroci a risate sguaiate e volgari. Lui mi fa cenno di sedermi su una panchina. il freddo mi entra dentro e spinge le punte dei miei seni a ergersi come non avevo mai visto. mi accorgo di tremare leggermente. le gambe sembrano non volersi fermare. Lui mi guarda in quel modo penetrante che mi fa abbassare subito gli occhi e mi rende debole. poggio un piede sulla panchina, l'altro sulla ghiaia. si avvicina. apre la serratura che mi blocca i polsi. lentamente, come mi ha insegnato, faccio scendere la mano sul mio basso ventre. inizio a carezzare il sesso nudo e liscio. come lui mi ha ordinato. mi soffermo sul clitoride. un tocco leggero e lo sento indurirsi. adesso non devo attardarmi. non vuole che arrivi al piacere vuole solo che mi bagni quanto basta per penetrarmi. Chiedo timidamente il permesso di succhiarmi le dita. Lui non risponde, un altra staffilatasul seno. trattengo appena le lacrime. entro dentro di me con tre dita. e sento dolore. ma le mie espressioni e i miei gesti servono solo a renderlo felice. e mi dipingo sul volto l'immagine di una puttana. fingo di godere e inizio ad ansimare...mentre attorno a noi si raduna una folla di avvoltoi che implorano di assaggiare le mie carni. dura tutto pochi istanti. E' contento della mia umiliazione. mi fa alzare e poi piegare a terra, con il busto e i seni schiacciati sul freddo della panchina. adesso sono merce di scambio. li sento contrattare un prezzo bassissimo. si accontenta di un euro a apersona. e iniziano. uno dopo l'altro. non mi vengono mai dentro. lui non vuole. lui vuole che sia la mia bocca a dargli soddisfazione. il mio culo serve solo per velocizzare le cose. ogni volta la mia bocca si fa ricettacolo della brama e la stanchezza di chi ho davanti. non li guardo nemmeno. con le dita come stessero accarezzando le corde di un'arpa, li scopro e le mie labbra li accolgono. la mia lingua li accarezza e li avvolge. ruotando su di essi e rendendoli più duri. poi la mia bocca fa il resto. li strofino sul palato e contro le pareti della gola. fino in fondo come mi è stato detto di fare. quando li sento vibrare li allontano quel tanto che basta perchè il piacere mi arrivi sulla lingua.e poi lo guardo, ogni volta, e bevo. facendo finta di dissetarmi col nettare che ha deciso di donarmi.

fantasticato da mimoperparlare | il mio blog | alle 11:02 | commenti (4)


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mercoledì, maggio 03, 2006

-Vorrei che trattenessi il respiro. per me. voglio guardarti mentre mi regali la tua vita. solo per obbedirmi. -lo farò- Poggia il viso sulla mia spalla, le labbra contro il mio collo. la guardo lottare con sè stessa. la sento tremare. le prendo il volto. lo tengo stretto tra le mie mani. lei mi guarda. i suoi occhi mi chiedono pietà. iniziano a lacrimare. li bacio e le dico no col capo. le sorrido come non ho mai fatto...forse perchè in questo momento sento di amarla per la prima volta. Avvicino la mia bocca alla sua e le schiaccio le labbra con le mie. così non potrà aprirle neanche volendo. Le mie dita le premono le narici tenendo chiuso il naso. vorrei accarezzarla...vorrei penetrarla così mentre mi muore addosso... una scossa violenta. un'altra. le catene che le stringono i polsi tintinnano e suonano la più bella melodia che abbia mai udito. è come un orgasmo. chiude gli occhi e non li riapre più.

fantasticato da mimoperparlare | il mio blog | alle 09:13 | commenti (2)


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