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sabato, febbraio 26, 2005

 un piccolo dono...

Clara amava stare al centro dell'attenzione soprattutto se era maschile,ma da quando conosceva Silvia...tutto in lei era cambiato.

La sua presenza visiva e corporea nella scuola di danza dove entrambe insegnavano era una continuo sentirsi prendere da questa passione,da corpi che fremono e Clara amava il suo ragazzo Christian,ma non capiva cosa gli stesse accadendo,sentiva che voleva perdersi con lei tra petali di rosa purpurea,seta e sesso sfrenato,non lo aveva mai praticato,ma da quando conoscevaSilvia tutto era cambiato,la voleva,voleva passare una notte con lei...con passione sfrenata,senza limiti di piacere o dolore...

Una sera aveva finito tardi le prove di danza classica e Clara ora era negli spogliatoi a prepararsi per uscire con Chris che tra un ora sarebbe venuto a prenderla per andare al solito noiso pub per vedere la diretta di un incontro di boxe con i suoi eterni amici di scorribande,odiava solo questo lato di lui,il resto beh,era fantastico a letto...sapeva fargli provare piacere anche con un solo tocco...sapeva come farla godere,stava per infilarsi in doccia,quando senti la voce inconfondibile di Silvia,il cuore cominciò ad andare in tumulto,le gambe diventare gelatina e il centro del suo piacere svegliarsi come da un lungo letargo.

Si girò e se la ritrovò davanti...bellissima,capelli corti rossi con ciocche nere,occhi azzurri e corpo...abbassò lo sguardo e ne rimase esterefatta,era nuda davanti a lei,bella nella sua fulgida bellezza,ben diversa da lei che era magra e poco pettoruta,invece era in carne,aveva un bel seno...bianco panna che già immaginava di succhiare bramosamente mentre era legata al letto,era troppo attratta da lei,dalle sue forme,dal suo modo di fare...

"Ciao Clara"

Sentire la sua calda voce nominare il suo nome,era per lei una dolce tortura.

"Ciao Silvia...anche tu hai finito tardi?"che domanda stupida!

"Sì...sono stanchissima ora doccia e poi a casa...e tu?"

"Aspetto Christian"

In quel momento notai la trasformazione di Silvia,imbronciata mi guardò e con fare felino mi accarezzò il collo,tremai,i suoi occhi lucidi mi stavano guardando come se volessero togliermi l'accappatoio,mi sentivo persa,non tremavo di paura ma di eccitazione e lei se ne accorse...sorrise sicura di se e avvicinò le sue mani ai lati della mia testa e con sicurezza avvicinò le sue labbra alle mie e giocando con la lingua cominciò a leccarmi bramosa le mie labbra...risposi,era quello che volevo ed ora finalmente si stava avverando...aprii le labbra e risposi con altrettanto ardore a quel bacio rubato,le mie mani lasciarono l'apertura dell'accappatoio lasciandolo aprirsi le mie braccia l'avvolsero e l'attirarono a me,finalmente la stavo baciando...

Le loro lingue si cercavano,le loro mani correvano in zone proibite,ansimi..."Spostiamoci"dissi a Silvia,sorpresa io stessa della mia richiesta vidi che Silvia alzava lo sguardo e sorrideva..."Certo,andiamo di là in sala incisione"...e così incuranti delle nostre condizioni ci dirigemmo verso la sala,mano nella mano.

Chiuse la porta a chiave e salimmo dietro la scrivania sulla pedana in moquette rossa e dove si stesero una accanto all'altra,riprendendosi a baciarsi con più ardore di prima,le mani non avevano tregua,si cercavano,si scoprivano ben presto l'accappatoio di Clara finì in un mucchietto per terra ora erano nude entrambi...Clara sopra a Silvia...la sua bocca era bramosa...le mani erano in tumulto...la passione esplose improvvisa...i corpi si sfregavano...ricercando piacere.

Le mani di Clara andarono a sentire la morbidezza del seno di Silvia...e Silvia fece lo stesso...i corpi si sfioravano...lasciandole tremanti...vogliose di altro...presa da questa passione Clara si chinò piano piano sul corpo di Silvia e giunse nel centro del piacere...immerse un dito e lo trovò...caldo e decisamente umido...prese ad accarezzargli il clitoride che sentì gonfio...e con vorace passione andò a leccarlo con la lingua...i movimenti convulsi e gli ansimi di Silvia gli fecero capire che la cosa era gradita...spinta da questo assenso silenzioso,Clara prese a possederla con la lingua giocando,mordendo e tintillando il clitoride i suoi mugolii erano eccitanti,miele caldo scivolava sulla sua lingua e continuò a baciarla...come se fosse la sua bocca,desiderava sentirla godere,sentirla fremere per ogni saettata di lingua...la sentì tremare...capìì che stava arrivando di all'orgasmo allora continuò con maggiore foga...la sentì tendersi e poi gemere forte...eccola lì come una bambolina...fra le sue braccia...perduta nei piaceri saffici...alzò il viso e le sorrise...si addormentarono così...


fantasticato da Eva_eva | il mio blog | alle 02:24 | commenti (3)


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mercoledì, febbraio 23, 2005

 

ANGELI LIBERI (4° parte) 

 

 “ Va bene, ok” la sua voce era leggermente soffocata,

quasi impercettibilmente emozionata, o forse impaurita,

“iniziamo!” rispose l’uomo, “ricorda, appena pronuncerai

la password, io mi fermerò!” .

Appoggio la mano sulla spalla della ragazza, e la accompagnò

al centro della stanza, spostò il lettino, in un angolo,

poi si diresse verso il mobiletto.

Si chinò, aprì lo sportello, trasse fuori una benda,

si avvicino alla ragazza,

gli si pose davanti, si guardarono ancora..

gli sguardi erano profondi e seri..

alzò le braccia, tenendo tra le mani la benda di raso nero

la portò sin all’altezza degli occhi… l’appoggiò al suo viso,

fece girare le mani attorno alla sua nuca, si mise dietro lei,

annodò la benda stando attento che coprisse completamente gli occhi

fece due nodi stretti, così che non potesse scivolare  via.

“ora  non dovresti vedere nulla, con questa benda”

“ è tutto buio, non vedo nulla”….

sentì l’uomo spostarsi, camminare, poi ritornare..

“ora ti metterò delle cuffie alle orecchie, cosi che non potrai sentire nulla!

Non temere, voglio che sia  solo la tua pelle e il tuo olfatto gli unici

ricettori di emozioni” stette zitta, lasciandolo fare,

sentì la cuffia che si posava sulle orecchie, e uno strano silenzio

si impadronì di lei.

Sentiva il rumore del suo respiro, e il suo cuore che aumentava i battiti,

li sentiva amplificati dentro se, capì che ora stava iniziando quel avventura

di cui aveva sempre sognato e fantasticato con lui..

Non era rilassata come pensava, se ne rendeva conto dal rumore del suo cuore

ascoltava le pulsazioni aumentare, e il respiro farsi un po’ più corto.  

Un lampo nella sua mente.. cosa sta facendo? Dov’è? Non lo sentiva e non poteva vederlo

mosse le mani tastando l’aria per cercarlo, un attimo di panico e si rese conto

che cosi era davvero indifesa, era nelle mani di quel uomo.

Senti le mani sulle spalle, si fermò, ricevette fiducia dal modo in cui si sentì

bloccata, o forse abbracciata, erano dolci ma allo stesso tempo ferme e sicure quelle mani,

come per dirle, sta tranquilla, sono qui, non temere.

Emise un respiro profondo, si ricordò della password,

sapeva che se l’avesse pronunciata, tutto si sarebbe fermato e tornò la quiete.

Le mani del uomo scivolarono lungo le braccia della ragazza,

le strinse le mani con le sue, era un modo tenero il suo.

Con delicatezza, le prese una mano nelle sue, la bacio sul dorso.

Si accorse che qualcosa stava legando il polso, capì che era cuoio, un bracciale.

Con la stessa delicatezza, prese l’altra mano, e mise l’altro bracciale al polso

della donna, accompagnò la mano in posizione di riposo al fianco della ragazza,

con le mani aprì leggermente le cuffie, così che lei potesse sentire.

“Pronta?... tranquilla, va tutto bene” – “ Si.. tutto bene..” rispose lei.

Sentì le cuffie tappare ancora le orecchie, poi le mani dell’uomo armeggiare

sui polsi… passarono uno o due minuti, si rese sempre più conto,

che solo il suo tatto era l’unico mezzo per percepire ciò che accadeva all’esterno.

Era una sensazione strana, sentiva tutto di lei internamente,

ma fuori ancora non riusciva a percepire nulla, usò le mani,

tocco i bracciali che aveva ai polsi, e si accorse che erano legati con delle corde,

nello stesso istante senti issarsi le braccia, le corde si tendevano verso l’alto

fu issata, imprigionata così, senti bloccarsi il cuore per un istante, e subito dopo

galoppare furiosamente, senti che anche le caviglie venivano legate

da  cavigliere di cuoio, senti le mani dell’uomo, poi una presa decisa le fece aprire

la gamba sinistra verso l’esterno, poi tocco alla destra, si sentì quasi appesa.

Poco dopo il corpo dell’uomo aderì alla sua schiena, l’abbraccio dolcemente,

pose le labbra sul collo per un bacio leggero, rassicurante, senti le mani scivolare

sul ventre, che fu accarezzato, una coccola dolce, per farla tranquillizzare..

 

 

CONTINUA..


fantasticato da dominatorsoul | il mio blog | alle 01:20 | commenti


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martedì, febbraio 22, 2005

 

Tornata qui...mi siete mancati....


fantasticato da LaMela | il mio blog | alle 17:50 | commenti (3)


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parte 3 Scivolai con le labbra umide dal monte di venere su quel muscolo che unisce l’inguine con la coscia, iniziando a mordicchiarlo velocemente e a succhiarlo. Sentivo il desiderio ardere prepotentemente, quasi contro la mia volontà smaniavo per baciarla nel fulcro della sua passione, per dissetarmi del suo piacere, e sentire il suo corpo rilasciarsi all’estasi del contatto con la mia bocca, della mia lingua. Sentivo l’odore dei suoi umori levarsi sottole lenzuola, il suo respiro più corto ed estremamente erotico, come pure, sentivo il suo corpo desiderare le mie attenzioni, e la sua impazienza trasaliva dai movimenti dei fianchi che mi invitavano a gettarmi avidamente sul suo sesso proteso più volte con piccoli scatti verso le mie labbra. Proseguii dall’inguine cercando il suo addome delicatamente proteso ai miei baci, mentre con le mani seguivo la linea dei suoi fianchi sodi e levigati, l’ombellico su cui mi soffermai delicatamente per poi risalire ancora verso la sua gabbia toracica, mordicchiandone i fianchi, mentre la sollevavo leggermente dal materasso con le mani aperte e nervose sulla sua schiena, insinuando prepotentemente la mia lingua tra i valli delle costole poco sotto i suoi seni; provocandole dei piccoli sussulti e respiri più corti. Dalle costole la mia lingua fuggì avida verso i suoi piccoli seni candidi e profumati, tornii quello sinistro con le labbra accentrando la mia attenzione dapprima sul lato ricercando voracemente le terminazioni nervose dei muscoli pettorali, per poi ritornare sull’areola concentrandomi sul capezzolo turgido. Sentivo il suo respiro sotto la pelle farsi più affannoso; afferrai con la mano il seno destro esercitando su di esso brevi pressioni stringendo il capezzolo tra l’indice ed il medio della mia mano destra. La baciai lungamente stringendola con forza, per poi aggredirle il collo con brevi morsi fugaci fin sulle spalle. Scesi nuovamente sul suo petto passando la lingua tra i suoi seni lentamente, verso il basso, seguendo la linea degli addominali, incontrai il suo ombellico nuovamente, ma ormai il mio desiderio trascendeva la mia volontà. Volevo sentirla godere. Mi gettai sotto le lenzuola all’altezza del suo pube, afferrandole le cosce, che divaricai rapidamente senza resistenze, le strinsi tra le mani mentre con la lingua circondavo il monte di venere. I miei gesti erano spasmodici, guidati da un desiderio accecante di sentire il suo calore sulle mie labbra. Il suo sesso si schiudeva sotto i miei occhi lasciandomi intravedere la sua carne rossa ed umida tra la peluria. Aprii un varco con la lingua, mentre lei mi offriva violentemente il suo frutto, spingendolo verso di me con movimenti lenti ed insistenti. Cominciai a baciarla respirando affannosamente, succhiandola con veemenza ricercando il suo clitoride con la punta della lingua per succhiarlo e comprimerlo con le labbra. I miei baci erano sempre più insistenti, profondi, invadenti, mentre le sue mani accompagnavano il movimento della mia testa, spingendo quando il piacere si concentrava ed i suoi sussulti sembravano incontrollabili. La sentivo ansimare e gemere con voce calda, strozzata dalle scosse del suo godimento, che mi trasmetteva con le sue contrazioni convulse, con i suoi umori copiosi che assaporavo, rapito dal suo odore e dall’eccitazione che non riuscivo più a contenere. Desideravo il suo orgasmo, desideravo sentirla all’apice del suo piacere, sentirla mentre lo spasmo vaginale erompeva rilasciandola ancora trafitta dalle contrazioni addominali. Il suo orgasmo fu pieno e mentre mi allontanava dal suo sesso per meglio godere del lascito dell’amplesso, stringeva le mani intorno al mio viso, tentando di abbandonarsi alle sensazioni che riusciva a raccontarmi con quei gesti, quelle carezze calde e indelicate, con mani quasi tremanti.

fantasticato da spin_age | il mio blog | alle 15:39 | commenti (4)


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Coi tuoi piccoli occhi bestiali/ mi guardi e taci e aspetti e poi ti stringi/ e poi mi guardi e taci.La tua carn/ goffa e pesante dorme intorpidita/ nei sogni primordiali.Prostituta…

[…]

L’immensità t’impresse lo stupore/ nella faccia ferina di sfinge/ l’alito brulicante della vita/ tragicamente come a lionessa/ ti squassa la tua criniera nera/ e tu guardi il sacrilego angelo biondo/ che non t’ama e non ami e che soffre/ di te che stanco ti bacia.

A una troia dagli occhi ferrigni-Dino Campana

 

Resto ancora in silenzio, studio l’insistente dondolio della sua gamba accavallata e il suo tacco che si muove nervosamente, per ricominciare a fissare con occhi assenti il fumo che esce dalle sue boccate…gli occhi no, assolutamente no, dimostrando ancora una volta a me stessa che sono bravissima a fare la spavalda e a cacciarmi in “certe” situazioni, senza poi però impedire ad un po’ di paura di prendere il sopravvento.

L’ho vista dimenarsi a ritmo di musica. Stupenda. Così bella da attirare, inevitabilmente…o da da mettere addosso, inevitabilmente, un certo disagio. O, che è peggio, entrambe le cose. Sul cubo ci siamo finite insieme, strusciamenti d’ordinanza, è pervettamente consapevole di catturare su di se tutti gli sguardi e in questo gioco ora si diverte a trascinare anche me. Scuote i capelli come una frusta, la pelle luccica di sudore e di pagliuzze dorate, mi ha stretto e mi ha squadrato ed io ho fatto lo stesso.

-Zoccole…!Allora quando ve la leccate?…che troie che siete!-un tipetto anonimo ne ha approfitta todella situazione per sfoggiare tutto il suo humor e sentirsi per un attimo al centro dell’attenzione.

Lei mi ha guardato e mi ha preso la testa fra le mani come per tranquillizzarmi

-Lascia stare con certi stronzi non ne vale neanche la pena…-distinguo la sua voce nonostante i decibel della musica.

Il suo viso per un attimo si è fatto dolce, ho lasciato che la sua lingua mi penetrasse piano le labbra per poi ricominciare a sorridere compiaciuta per le sue provocazioni.

-…finisco fra un po’…allora…mi aspetti?

Ed è così che siamo finite in una squallida stanzetta d’albergo, sono rimasta zitta per un bel po’, senza riuscire a scrollarmi di dosso quella strana paura dell’attesa. A lei non ha dato fastidio il mio modo fin troppo invadente di guardare, ha capito che non c’era nulla di male, solo sensazioni abbastanza confuse che si accavallavano e per questo avevo bisogno di guardarla “così”, soffermandomi piano su di lei, su dettagli del suo corpo. Mi ha lasciato fare per un po’ stimolando ancora di più la mia curiosità. Dettagli di lei, solo dettagli, come se mi sfuggisse nella sua interezza: gli stivali a mezza coscia, volgari sì, estremamente volgari, la gonna cortissima, lucida, il pizzo dell’autoreggente malizioso, uno sguardo mutevole, malinconico ed “arrapante” . Sa quando colpire, sa scegliere il momento in cui le difese sono volutamente più basse, è in piedi altissima e bella, protesa su di me che sono seduta, mi tira i capelli indietro e mi costirnge a guardarla, mi bacia, violenta. Sono in piedi anche io, abbozzo un abbraccio e mi stringo al suo seno e lei continua passare le mani su di me,struscindomele col palmo. Avvicina il suo bacino al mio e sento che il suo cazzo mi punta e mi pulsa addosso. Sbigotitta, perplessa, persa, vuota, muta.Boccheggio e mi allontano, mi accovaccio per terra cercando un qualche sostegno.

-Non…non…-ruggisce ma vorrebbe piangere.

La guardo nelgio occhi. Non capisco, ne sono quasi disgustata.

-Non…non vuoi?

Ha finito la frase, come se davvero ce ne fosse bisogno, ed io mi ritrovo in ginocchio ad ingoiare i miei dubbi…Gli apro piano la cappella con i denti, non smetterei di guardarla…chissà se chi ha detto che il miglior modo di combattere le propie paura è la curiosità intendeva questo. A me piace. Tantissimo. Comincia a spogliarsi frettolosamente, mi porta sul letto, vorrebbe spegnere la luce.

-Aspetta…ti prego…-la supplico.

Ha addosso solo solo gli autoreggenti e gli stivali ed è con le gambe aperte su di me, il suo cazzo duro fra le gambe, intontita, eccitata, mi sembra di capirci ben poco quando comincio a guardarla e a stringerle i capezzoli fra i denti…Accarezzo il suo seno, tanto, a lungo, stupita, le tette sono strette nelle mie mani mentre lei sa come baciarmi e farsi attendere, struscia le palle sul mio bacino e desidero ancora di più di essere penetrata. Finalmente mi apre così, sono bagnata da non opporre la minima resistenza,la lascio sciovolare dentro mi stringe e mi eccita sentire il suo seno che si schiaccia contro il mio, i suoi capelli sul viso aggrovigliati ai miei, mi stringe ancora più forte…

-un dito in culo…ti prego…mettimi qualcosa in culo…-mi sembra di non capirci davvero più niente mentre la supplico ancora, di nuovo…ed infilo un dito dietro di lei, all’improvviso e seguendo il ritmo dei suoi colpi secchi per sperare che lei faccia altrettanto.

Sa come prendermi, mi da molto di più di quanto potessi sperare, mi gira a pecora sul bordo del letto e spinge in basso la mia testa, così il bacino è alto e lei può completamente appoggiarsi su di me…Mi lecca il culo, lo fa aprendomelo e lubrificandolo bene, per non farmi male e a me sembra impossibile resistere ai suoi colpi di lingua. Continua ad accarezzarmi, per farmi sentire e farsi sentire, con un eccitantissimo fare materno, quanto mi vuole. Mi bacia sul collo mentre si spinge nelle mie viscere, grido di piacere, piangendo quasi e poi rimango in silenzio, assaporando i suoi capezzoli che si strusciano duri sulla mia schiena…e poi ricomincio a girdare di piacere, quando la sento muoversi sempre più forte dentro, quando mi bagna e mi riempie col suo sperma, quando per un attimo poggia forte sul culo anche le palle e si blocca, col viso sulla mia schiena e le mani che mi afferrano forte dal bacino. Mi piego un po’ su me stessa, rannicchiandomi guardandola sitracchiare accanto a me sulle lenzuola, col suo viso sfatto di trucco quasi appiccicato al mio, sorride stanca mentre le sfilo via gli stivaloni e autoreggenti e continuo a guardarla, ora che la mia curiosità morbosa se nìè andata dai miei occhi.

E’ davvero bellissima, penso…e le accarezzo i piedi e lei guarda il soffitto soffocando risatine compiaciute.

fantasticato da DolcaMorgana | il mio blog | alle 11:45 | commenti (4)


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sabato, febbraio 19, 2005

 

Posterò presto un racconto...è in fase di ultimazione!

fantasticato da Eva_eva | il mio blog | alle 14:39 | commenti


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mercoledì, febbraio 16, 2005

part 2 Mi avvicinai al letto lentamente. Le mie sensazioni erano dilatate, come il tempo che sembrava quasi fermarsi, affinché potessi godere appieno del suo risveglio. Ero ai piedi del letto, e vi salii sopra delicatamente gattonando, per non smuovere le lenzuola, e cambiare la forma di ciò che i miei occhi vedevano. La sagoma dei suoi piedi sotto il cotone, poi su fino a scorgerla nella sua rassicurante e bellissima completezza. Nel muovermi circondavo il suo corpo, lambivo delicatamente i suoi contorni prima con le braccia, poi con le gambe, fino ad esserle sopra. Il lento avvicinarmi a lei aveva messo in moto la mia fantasia, ed il contatto seppur leggero, aveva provocato quasi completamente la mia erezione. Lei si avvitò accomodandosi sulla schiena, il suo movimento aveva teso le lenzuola aderendo al suo corpo. Ora potevo vederla, il suo viso pallidamente illuminato dagli spiragli di luce mi sorrise –Ciao-. La baciai, sfiorando le sue labbra, e lei ricambiò cingendo le mie. – ma ciao-. Guardai i suoi seni accennati al di sotto del cotone, e non potei fare a meno di baciarla; questa volta con più veemenza. Le nostre lingue si incontrarono più volte, come per riconoscersi dopo alcune ore di lontananza. Continuammo a baciarci, mentre il mio corpo iniziava con l’aderire al suo. I nostri movimenti sembravano scaturire da un ritmo innato, musicale, entrambi rapiti da una coinvolgente irresistibile melodia. Avevo voglia di baciarla, di sentire il sapore della sua pelle, tra le mie labbra, sulla mia lingua. Sentii il calore delle sue mani sulla schiena; scivolavano sulla pelle dolcemente. Mi allontanai, drizzandomi sulle ginocchia. Indietreggiai fino al limite del letto, sollevando le lenzuola all’altezza de suoi piedi, e immergendomi in quel limbo caldo ricoprendo il mio movimento. Trovai i suoi piedi, accucciandomi su di loro; cominciai a carezzarli, per poi baciarli, dalle dita centimetro per centimetro, sul collo, per poi scivolare sulle sue caviglie slanciate e tornite. Salii delicatamente avendo cura di non staccare le labbra dalla sua pelle levigata, e più salivo, più mi accorgevo dell’ eccitante calore del suo corpo. Ero tra le sue ginocchia, e continuavo voracemente a scivolare su di lei, rallentando di tanto in tanto, non appena sentivo anche il più impercettibile sussulto o lieve movimento, ero vicino alle cosce, che circondavo con le mani, come fosse un pezzo di creta da plasmare; massaggiai i suoi muscoli esercitando una leggera pressione che aumentava man mano che mi avvicinavo a Lei. Le mie labbra si schiudevano per assaporare con la lingua il suo corpo vibrante e sempre più impaziente, fin quando non raggiunsi il suo pube, che cominciai a baciare leggermente, sulla peluria. Volevo attendere ancora prima di lasciare che il suo sesso rapisse le mie azioni, anche se il mio corpo non conteneva più la bramosia dei sui umori. Forse continua…

fantasticato da spin_age | il mio blog | alle 17:27 | commenti (4)


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domenica, febbraio 13, 2005

 


voglio una spermagirls


fantasticato da AlleGroRaGAzZoMOrTo | il mio blog | alle 03:41 | commenti (4)


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sabato, febbraio 12, 2005

…e ringrazio le mani, la dolcezza e le irresistibili provocazioni di chi ha scritto con me questo «racconto»J

Non c’è dissolutezza peggiore del pensare./Questa licenza si moltiplica come gramigna/ su un’aiuola per le margherite.

Nulla è sacro per quelli che pensano, /Chiamare audacemente le cose per nome,/ analisi spinte, sintesi impudiche. / caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo, /palpeggiamento lascivo di temi scabrosi /fregola di opinioni-ecco quel che piace.

[…]

Preferiscono i frutti/ dell’albero vietato della conoscenza/ alle natiche rosee dei rotocalchi,/ a tutta questa pornografia in definitiva ingenua/ I libri che li divertono non sono illustrati. / Il loro unico svago- certe frasi / segnate con l’unghia o la matita.

E’ spaventoso in quali posizioni,/ con quale sfrenata semplicità / un intelletto riesca a fecondare un intelletto!/ Posizioni sconosciute persino al Kamasutra!

Un parere in merito alla pornografia- Wislawa Szymborska

 

 

«uff..che palle sta roba!» Stava studiando, o perlomeno provandoci, dato che il cervello vagava per conto suo. Non riusciva a stare concentrata un attimo. Si accorse che ogni sforzo era inutile quando si sorprese d’istinto con la mano negli slip: «Vaffanculo...non ci riesco..»  disse abbandonando sul tavolo la matita.Per fortuna quel giorno non era andata a studiare in biblioteca. Non avrebbe rinunciato a «divertirsi» neanche un po’..

Le piaceva tanto toccarsi. Di solito si limitava a sfilarsi i pantaloni della tuta quel tanto che bastava, giocava un po’ con le sue labbra, sfiorandosi dapprima con il dorso della mano, e poi con le dita. Quando si sentiva un po’ bagnata si toccava i capezzoli, se li pizzicava, stringeva la sua mano fra le cosce e si infilava le dita dentro. Ora voleva vedersi nuda, riflessa nel grande specchio dell’armadio, in camera. Aumentò un po’ il riscaldamento, voleva sentirsi bene anche senza niente addosso, si spogliò completamente e si guardò. I suoi capezzoli erano già un po’ duri, i suoi pensieri di prima li avevano stuzzicati. Si vide riflessa, i seni turgidi, anche se l’areola dava una sensazione quasi di morbidezza, per il poco contrasto con il colore del seno. Vide il suo sesso, curato, scuro. Non le era mai piaciuto più di tanto: stonava un po' su quella sua carnagione diafana. Decise che non era certo quello che importava, ora come ora. Osservò il suo ventre piatto, in cui spiccava un ombelico che sembrava disegnato, per quanto era tondo. Quello sì che le piaceva, il suo pancino modellato con fatica (ma neanche troppa, madre natura era stata gentile con lei) dallo sport e dalle altre «attività» praticate, fra cui ovviamente il sesso. Cominciò a toccarsi, prima piano..poi sempre più in profondità..si rese conto che stava pensando ancora a lui, a quello che avevano fatto la sera prima: lui che la mette a pecorina sul letto e le entra dentro, dopo averla leccata fra le cosce con una voglia che lei non immaginava..una stupenda notte di sesso. Si erano addormentati abbracciati, e lo avevano rifatto, ancora, e se possibile in modo ancora più violento di prima. Non riusciva a capire, o meglio adorava, quel suo essere dolce in certi momenti e quasi animalesco in altri. le piaceva tanto scopare con lui, far l'amore dovunque, farlo venire con la bocca...dentro di lei. e poi no, assolutamente no, non le sembrava giusto sentirsi così, pronta a scoppiare da un momento all’altro, con le fantasie che galoppavano veloci materializzandosi nelle sue dita, si ascoltava mentre ansimava e si chiedeva se a lui sarebbe piaciuto ascoltarla ora. Perché sì, senza dubbio era colpa sua, di quello stronzetto, quell' «amico» con cui si trovava tanto bene a ridere, ridere davvero di tutto, con cui era tanto naturale dirsi quelle «porcate» che la facevano bagnare così tanto, e con cui tutto ben presto aveva cominciato ad evolversi in modo assolutamente naturale. Era normale per lei mentre era indaffarata in qualcosa  ritrovarsi a leggere le voglie di lui che scorrevano su 160 caratteri, e ogni sms le provocava lo stesso, piacevolissimo effetto. Lo odiava, sì. «Voglio leccarti tutta e aprirti, standoti addosso, morderti i capezzoli e farti male, continuare a stringerti e vederti così, bella…». Tutta colpa sua, decisamente…e ora lui che avrebbe fatto? Immaginò le sue reazioni, le dita come una cappella che ti apre piano, il polso che si muove, si muove veloce, esattamente come avrebbe fatto lui. Rivisse nella sua mente l'intera notte, lei che urla di farsi spaccare, perché lei era la sua troia, lei lo voleva, lei stava impazzendo.
Tanto valeva sentirlo no? Sì lo avrebbe chiamato ora, per farsi sentire mentre godeva, per fargli capire che effetti le faceva.

 

-ciao..ti sto pensando,sai…?-mugolò la provocatrice.

-…non hai la voce di una che sta pensando!
 rispose prontamente lui.

 

Non era la prima volta che la sentiva toccarsi, ma non per questo era rimasto insensibile al suo respiro, sempre più rotto dall'eccitazione. La notte prima era rimasto a dormire da lei. Viveva sola, per fortuna, e negli appartamenti vicini c'erano degli uffici. Nessuno aveva sentito quanto aveva urlato, quando lui l'aveva scopata. non era la prima volta, e non sarebbe stata l'ultima, ma quella notte era stata particolarmente prodiga di "soddisfazioni" per entrambi.

 

Uscì dal bar.

-sai che mi piace sentirti venire...- disse. Ora era lui che cominciava ad eccitarsi, le parole si susseguivano veloci- scommetto che hai già due dita dentro..vorrei succhiarti i capezzoli..

-me li sto toccando..non sai quanto... ti... vorrei sopra di me, ora...-riuscì a dire lei. -ho due dita, sì, penso a te che mi lecchi il collo mentre mi fotti, come ieri notte..lo sai che sono tutta bagnata, vero? lo sai?
-di già, amore?
-essì..tutta colpa tu-aah..
-ho voglia di baciarti..i tuoi polsi...te li bloccherei sopra la testa..saresti tutta mia..tutta..

entrò in macchina; poteva sentire il suo respiro rotto, immaginarla senza vestiti

-fotti-miii...

-ho voglia di te..me l'hai fatto venire duro ancora..sei rossa in viso..ti posso quasi vedere..

 

Strinse le lenzuola, sudata. Sul letto la sua impronta. Venne fortissimo, e lui la sentì ansimare mentre cercava di riprendere fiato, dopo l'orgasmo. La lasciò riprendere fiato; "Certo che sei proprio una grandissima stronza!" esclamò lui, sorridendo.."adesso come faccio a lavorare?".

Nel cellulare echeggiò una risata; si salutarono. Rimase a guardare il display fra il perplesso e l’eccitato. «Si fottesse tutto!» pensò in un barlume di pazzia. Girò la chiave e spinse sull’acceleratore.
"Pubblicità in cassetta" mentì a una delle segretarie.

Sgattaiolò dentro il portone, e salì le scale. Bussò. Sentì la sua voce chiedere chi è: "il lupo cattivo" disse lui. Lei ci mise un attimo a realizzare: "ma cosa fai q.." non fece a tempo a finire la domanda. Le mani di lui ora le stringevano le cosce. Giocherellò un po' con l'elastico dei suoi slip, solleticandole i peli. Gli piaceva quando tirava in dentro la pancia, per far scivolare la mano nelle sue mutandine. Una bimba contenta per la sorpresa,questo quello che era lei ora. Le gambe spingevano sul suo bacino. Si strusciò su di lui, aspirò il suo odore di fumo e dopobarba. Gli  riempì il viso di baci, ma ben presto l’ondata di tenerezza si concretizzò in idee più maliziose. Si rotolarono per terra, sul tappeto del salotto; lei strusciava il ginocchio fra le gambe di lui e mentre lo baciava lo spingeva più in alto, quasi per constatare «ingenuamente» quanto fosse arrapato. Le piaceva essere desiderata da lui. Lo lasciò fare anche quando lui si spogliò e le spinse bruscamente e ritmicamente la nuca. Le piaceva essere trattata così. Non c'era violenza, solo una voglia sfrenata di lei. Un lieve profumo di mandorla si sparse per la stanza, ma non c'era nessun baby da ungere. Solo lei. Si mise carponi, il tappeto ora le pizzicava i gomiti: le sue mani la massaggiarono e le fu dentro. Ebbe un sussulto. E poi un altro, e un altro ancora. Non le faceva male, adorava quando lui la scopava così, tenendole i fianchi, spingendo forte. Lo sentì gridare parole oscene al suo orecchio. Venne, insieme a lei. La graffiò. Finalmente, tutta per sè.

La porta, aperta, fu la causa del suo sfratto, sette giorni dopo.

Squeezeand&Morgana


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giovedì, febbraio 10, 2005

 

ANGELI LIBERI (3° parte)

 

La  musica cessò di colpo, si voltò, la vide in piedi davanti al divano,

la guardò con quei suoi occhi chiari, lo fece profondamente,

ne segui i contorni, era davvero molto bella, provò qualcosa di diverso,

non era solo un gioco, quella ragazza così giovane per lui, gli piaceva davvero,

era forse il viso dolce, o i grandi occhi, ma si senti come quando da bambini

si scarta il regalo di Natale e si scopre il regalo sempre sognato,

la stessa sensazione di stupore e felicità, tutto diventa irreale,

la concentrazione è mirata sul regalo, così fu per lui,

era estasiato dalla bellezza che proveniva dalla ragazza,

complice fu anche l’effetto “controluce” del corpo posizionato davanti

alla finestra, dalla quale filtravano raggi di sole,

l’uomo  trasse una forte sensazione d piacere.

Allungò il braccio invitandola verso lui, la ragazza si mosse

lentamente in direzione dell’uomo, che risenti quel tam-tam tribale

ritmare dentro se, movimenti languidi, sensuali, morbidi.

La mano aperta dell’uomo, accolse quella della ragazza, la strinse e con il braccio

la attirò verso se; si trovarono a pochi centimetri di distanza,

occhi negli occhi, si interrogarono con gli sguardi, ognuno tentò di entrare

nell’abisso altrui, capire dove si poteva arrivare, non si accorsero

ma si trovarono abbracciati, sguardi proiettati nell’altro.

L’unica luce che vedevano era lo sguardo dell’altro, l’unico suono fu il respiro altrui,

e quando si trovarono a baciarsi sfiorandosi con le labbra,

l’unico sapore che sentivano era la bocca dell’altro, piccoli morsi con le labbra,

imprigionandole con le proprie, giocando dolcemente a rincorrersi, a cercarsi,

ora la labbra si uniscono teneramente, si schiudono,

le mani attraggono più vicino i corpi, gambe a contatto, il ventre, il petto.

L’uomo senti i seni della ragazza contro se, li senti sodi, pieni,

caldamente accoglienti, tornò bambino con il desiderio di affondarsi dentro,

di succhiare vita da quel corpo, il cibo divino, l’istinto della vita,

di sentirsi vivo tra quei seni.

Iniziò così una danza senza musica, che solo due corpi caldi sanno danzare,

il ritmo è lento, passionale, come le bocche che si scambiano,

un Tango argentino, pieno d’atmosfera di sensualità, le bocche si cercano,

le loro lingue si uniscono, si sfiorano, danzano, se le ricambiano, ognuno nella bocca dell’altro,

imprigionate a volte tra le labbra del partner, che la sente scivolare via, gustandola.

Non sono Un Master e una Slave, no ora no, sono due anime che si fondono insieme.

 

Le labbra si chiudono, si allontanano, gli occhi si riaprono,

sempre vicini e sempre cercano dentro l’altro. “Sei pronta?”, un attimo di silenzio,

“Si ora si.., sono pronta… “

Restarono qualche secondo a guardarsi ancora; sapevano di appartenersi ora,

sapevano che tutto era possibile, che c’era di più tra loro.

Si sciolsero dall’abbraccio, lui le tenne la mano, si diresse piano verso la porta

che portava in taverna, la accompagnò dolcemente, guidandola, scesero le scale si trovarono nel locale sguarnito.

L’uomo la trasse al suo fianco. Con la mano indicò il locale dicendole:

“Questo sarà il tuo regno per questi due giorni”.

La ragazza osservò la stanza; c’era solo un lettino per massaggi al centro della stanza,

alcuni anelli al muro e delle funi appese oltre ad un piccolo mobiletto in un angolo.

Si voltò verso l’uomo: “ va bene, ok!” disse.

 

 

CONTINUA..


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mercoledì, febbraio 09, 2005

Non le ho mai fatto mistero che le sue forme mi ripugnassero; ma forse era proprio questa forma di ritrosia sessuale che mi spingeva a scoparla ed a trattenere Estasi mai provate con altre femmine ben più attraenti di Sandra. Il suo era un corpo qualunque, diafano ma con i fianchi larghi e padroni di un culo ampio e teatro di innumerevoli atti di violenta sodomia. Erano raggelanti le sue urla ogni volta che lo prendeva nel culo; ogni tanto Sandra si scostava per sbocchinarmi ... adorava quel misto di umori  del mio cazzo che accoglievano nel frattempo l'essenza delle sue viscere anali. Poi tornava alla pecora, si faceva inculare fino a quando i nostri genitali erano incandescenti colate di goduria e poi si prostrava a menarmi il cazzo e ad ingoiare lo sperma.
La sua faccia era animalesca, i "dai, dai, dai sborra" erano ritmici implorazioni di voglia di vita, di felice ansia nel mezzo dell'interlocutoria attesa di un'altra recita del mio cazzo, del suo culo, delle nostre bocche e talvolta della sua fica slabbrata. Mi piaceva, però più di ogni altra cosa, quando all'inzio dello scontro tra i nostri 2 corpi mi segava il cazzo con i piedi, sempre curatissimi ed energici nel scappellarmelo e strattonarlo con durezza; era un rituale quasi doloroso, vista la foga che metteva nel volere ad ogni costo che il mio cazzo diventasse un'uniforme massa violacea. Aveva un senso, Sandra, solo in un letto di bramosia e calore malefico. Le piaceva pagarmi dopo ogni ora di selvaggia esplorazione del confine tra il piacere ed il dolore che i nostri organi scoprivano. A quel punto, stremata, si concedeva un attimo di defaticante riposo, prima di nuove urla inesplorate alla rincorsa di nuove ulcerose scopate nel culo; quando lo prendeva a smorza, le chiappe oscillavano inermi e flosce e mi concedevano la vista ignobile di un culo solo da amare e rompere fino all'estremo disinteresse di provare il Male che serpeggiava tiranno nella sua mente permeata solo di sesso e urla provocatorie di violenta sottomissione. 


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lunedì, febbraio 07, 2005

 

ANGELI LIBERI (2° parte)

 

 

Gli passò accanto, e in quel momento

n’avverti il profumo, la sua pelle candida lasciava una fragranza naturale,

non alterato da profumi o acqua di colonia. 

L’immagine che ebbe nel sentire quel profumo fu quella di un rosaio rigoglioso.

Le movenze nel camminare erano semplici ma eleganti, un portamento sicuro

non volutamente  sensuale, e questo la rendeva ancor di più accattivante, un felino

da movenze lente, cadenzate, e il vestito nero ne dava un’immagine da pantera.

Sfilò davanti a lui che la guardò avviarsi nel salone, la gonna aderente faceva risaltare

Quei glutei marmorei, analizzò il suo fisico velocemente, sentì un languore salire,

e il sangue correre vorticosamente nelle vene..

Quel ritmo imposto nella camminata, fu per lui un tam tam tribale.

I glutei che si muovevano sotto quella gonna erano come una danza sensuale,

un richiamo primordiale alla sua natura di maschio.

 

Si fermò davanti al divano disposto nel salone, si voltò come per aspettare l’invito a sedersi

che non tardò ad arrivare.. “prego, accomodati pure..”

 

Gli passò accanto, e in quel momento

guardò il salone, si accorse subito con occhi da donna che era la casa di un uomo che viveva solo,

ben tenuta, ma mancava la mano di una donna, si sentì osservata mentre gli sfilava davanti,

non era altissimo ma sempre più alto di lei, senti il suo profumo, “acqua di giò” .. lo avverti  immediatamente..

mentre si dirigeva verso il salone, in quei pochi secondi ripensò allo sguardo di lui, appena aprì la porta,

quegli occhi azzurri, dolci ma taglienti, la sua testa rasata, il suo viso

metteva un po’ di soggezione, ma i modi erano educati e gentili, si senti osservata mentre camminava,

sapeva che ne stava studiando il corpo, le sue forme, cercò di essere naturale nel portamento

ma si sentiva un po’ irrigidita dalla situazione, cercò di rimanere impassibile come se nulla di nuovo stesse per accadere,

come andare a trovare una persona conosciuta, ma non era così

sapeva perfettamente il motivo di quel incontro, arrivo al divano, si voltò aspettando lui per sedersi,

si voltò era rimasto quasi immobile ad osservarla, “prego, accomodati pure..” gli disse.     

 

La raggiunse, la vide sedersi, la grazia di quel corpo fu messa in risalto, il vestito le fascio il corpo l

a gonna salì leggermente mostrando qualcosa di più delle sue gambe, gli sguardi si incrociarono,

silenzio.. si studiarono in una frazione di secondo.. “vuoi bere qualcosa?”

“ Si, per rilassarmi un pò, hai dell’acqua fresca?” “Certamente..” si avvio verso la cucina

tornando subito con bicchieri acqua e una birra tra le mani.

Appoggiò tutto sul tavolo basso davanti al divano, e si diresse verso un mini hi-fi il quale cominciò

a produrre una musica Andina, dolcemente ritmata, ma soft come atmosfera.

Tornò al divano stappò le bottiglie e versò l’acqua  e la birra , gli porse il bicchiere e nel prenderlo

per la prima volta si toccarono, sfiorandosi le dita

Brindarono in silenzio, al solo suono della musica, si guardarono negli occhi quando i bicchieri si toccarono tra loro..

Bevvero con calma; poi rompendo quell’atmosfera lui chiese: “Sei serena?, hai recuperato un po’ di calma?!”

 “Si, ora va un po’ meglio” – “sei convinta? Puoi anche andare se vuoi, non ti tratterrò certo io,

ma se rimani ne sarò felice. Ma devi essere convinta d ciò che vuoi provare, sai bene come la penso,

massimo rispetto per  te ma il gioco porterà ad assumere dei ruoli, se vuoi mettiamo delle password in modo

che se vuoi smettere basterà che tu la pronunci  e io mi fermerò”.

La sua voce era calma e piacevole come quando si sentivano al telefono, lo vide in modo diverso ora,

non solo complicità, giochi e fantasie, ora sentiva di potersi fidare di lui, forse dato dai modi non volgari

e dal fatto che le stava dando ancora una possibilità di rinuncia.

“Dimmi la password” – “Angelo” rispose lui, “Se la pronuncerai, io mi fermerò immediatamente; 

potrai andare via subito, senza problemi”- “ok” rispose lei

“Sei pronta?”  -  “Si” -  “Finisci di bere con calma, poi scendiamo di sotto, in taverna”

Con i bicchieri alle labbra, mentre bevevano, si osservarono ancora, gli sguardi ora erano più complici,

Lui appoggiato il bicchiere si alzò  e andò a spegnere l’hi-fi.

Lei respirò a pieni polmoni, per farsi coraggio, si alzò e attese che le fosse indicata la strada.

Continua..


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è troppo tempo che non riesco più a scriveresarà la mancanza di una musa ispiratrice,saranno i troppi problemi,sarà il fumo di marjuana o forse sarà solo che non ho più fantasie erotiche. 

fantasticato da AlleGroRaGAzZoMOrTo | il mio blog | alle 01:04 | commenti (2)


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domenica, febbraio 06, 2005

 

ANGELI LIBERI

 

Senti suonare alla porta.. guardò l’orologio..

 15.37.. in ritardo di 7 minuti, una bella donna può permettersi un ritardo

Pensò tra se...

 

D’altronde, in questo periodo i pensieri e le convinzioni potevano essersi affievoliti,

se non addirittura cambiati drasticamente..

Forse durante la strada si era fermata a riflettere su quanto stava per succedere  

in fondo era stato solo un gioco di Chat..  fantasie libere, sogni ed emozioni confidate ad uno sconosciuto,

una voce che accompagnava le sue notti divenute cosi brevi,

e le imprecazioni quando si accorgeva che erano già le 3.00 di mattina e alle 7.00 in punto

doveva correre per non perdere il treno che la portava in ufficio.

Nonostante questo, ogni sera attendeva fedele davanti al suo monitor..

non passava una sera che lei non fosse li pronta ad emozionarsi, 

tremante  quando finalmente dopo aver chattato passavano al telefono.

 

La voce del suo Master era calda, controllata, dolce e decisa allo stesso tempo,

la metteva sempre in una condizione d’eccitazione; non sapeva darsi una spiegazione di questo,

era uno sconosciuto dall’altra parte del mondo per quanto ne poteva sapere, eppure.. era li,

sapeva scovare, sviscerare ogni suo pensiero, calarsi nella sua femminilità più nascosta,

nei pensieri più intimi, ogni sogno più torbido era messo alla luce con naturalezza,

quel grido di donna sempre taciuto ora era forte e prepotente al cospetto di quel uomo.

Eppure, durante il percorso che lo portava  a per la prima volta casa del suo Master,

durante questo tempo si, poteva aver dubitato della scelta fatta, anche se matura e pienamente donna

sia nel corpo che nella mente aveva sempre poco più di 20 anni, mentre lui era più maturo, un uomo.

 

una bella donna può permettersi un ritardo” pensò tra se..

si diresse alla porta..   “SI..?” .. una voce di ragazza che dal tono sembrava leggermente imbarazzato

rispose, era lei.. “..sono io.. Monia..”.. passarono 5 secondi più o meno da quando lei rispose a quando lui aprì la porta

.. lo scatto della serratura rimase impresso nella mente di Monia,

quasi come lo sparo di uno start durante una competizione, stava aprendo,

e sarebbe iniziato qualcosa che fino a quel momento era stata solo immaginazione..

fantasia ed eccitazione, ma ora stava diventando realtà..

 

Si erano già visti in foto, c’era attrazione, ma ora vederla lì in carne e ossa, era diverso,

era uno splendido angelo vestito come lui gli aveva chiesto;

si fissarono negli occhi, si scrutarono per cercarsi dentro, lei aveva due occhi grandi scuri,

espressivi, pieni di luce interna,  i capelli neri erano una splendida cornice a quel viso dolce,

un collo sottile anticipava le spalle dritte regolari avvolte nella giacca del tailleur nero

che delineava le forme di un seno abbondante, la gonna poco sopra le ginocchia e sotto,

la pelle accarezzata da collant neri, il tocco finale furono le scarpe, tacchi a spillo di vernice nera,

tacchi altissimi che davano forma a quelle splendide caviglie sottili e che sottolineavano

la bellezza di quelle gambe

… “ciao”.. “.. ciao” rispose lei..

“Entra.., prego.., per un attimo credevo ci avevi ripensato”

“ Ho pensato molto venendo qua è vero.. ma non ho voluto deluderti,

e soprattutto voglio provare a sentirmi finalmente libera… “.. “Bene..” rispose lui,

chiuse la porta della sua abitazione, appoggio la mano delicatamente sulla sua spalla e gentilmente la indirizzo verso il salone..

TO BE CONTINUED…    

        


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venerdì, febbraio 04, 2005

 

Dormivi profondamente...

"...Le tre del mattino, mi giro e ti guardo... dormivi profondamente. Sentivo il tuo respiro ritmico e regolare... ti vedevo anche se la camera era buia... nudo sul letto immerso nei tuoi sogni, mentre il mio unico sogno... eri tu. Eri lì, ma non volevo svegliarti... ti guardavo dormire. Tutto quello che volevo... era davanti a me. Dovevo solo "prenderlo". Ho allungato una mano... ti ho accarezzato piano, quasi non volevo sciuparti... sentivo il tuo respiro... lento... eri ancora addormentato. Poi le mie mani si sono fatte strada tra le tue gambe, ho iniziato a muovere lentamente la mia mano sul tuo sesso... su e giù... fino in fondo... eri duro e bagnato, la tua erezione cresceva... il tuo respiro si faceva sempre più corto... ansimavi. Ti ho guardato negli occhi prima di prendere il tuo grosso sesso in bocca... succhiarlo fino alla base... morderlo per farti sentire i miei denti... la mia lingua... che si muoveva a spirale sul tuo sesso. Giocavo con te. "Sono il tuo giocattolo". Mi piace quando me lo dici... mi piace sentirti completamente mio. In questi momenti sono io la tua padrona. Il tuo corpo obbedisce solo a me. Prima di staccarmi dal tuo sesso lo succchio con forza... ti sento gemere... adesso sono io che ti voglio... mi siedo sul letto e spingo la tua testa tra le mie gambe, voglio sentire la tua bocca... la tua lingua dentro di me... sono bagnata... e sai che mi piace sentirti attraverso la stoffa... le tue mani sui miei fianchi mi stringono e mi spingono sempre di più verso di te. Vuoi cibarti del mio sesso... vuoi gustarmi lentamente... il frutto del peccato... la Tua Mela... dolce e succosa solo per te. Sento le tue labbra che si schiudono sul mio clitoride... mi fai quasi male... le tue dita giocano con il mio sesso... è sempre più bagnato. Ti alzi in piedi, mi prendi in braccio e il mio sesso ingoia il tuo... completamente. Ci incastriamo. Restiamo così per un'istante. Le tue mani sui miei glutei... che stringono e spingono... le mie braccia allacciate sul tuo collo... le mie gambe incrociate sui tuoi fianchi... mi sento completamente riempita. Il tuo sesso mi fa sempre un pò male... lo sai, è emorme... Mi porti in bagno, con una mano mi stringi a te, con l'altra apri il getto dell'acqua... calda. In pochi minuti la stanza da bagno si trasforma in una nuvola di vapore, spingi il mio corpo sudato contro il muro, mi metti giù... mi fai girare... allarghi le mie gambe con le tue... e lo spingi con forza dentro di me... da dietro mi fai ancora più male, ma mi piace da morire... ed anche a te... perchè mi senti stretta. Mi sposti un pò, adesso siamo di fronte allo specchio... le tue mani stringono i miei seni... le tue dita stringono con forza i miei capezzoli duri come chiodi... mi piace la sensazione delle tue mani... riesci a tenere nella tua mano un mio seno... non è grande ma neanche piccolo... Inizia a spingere lentamente... inarco la schiena perchè ti voglio sentire fino in fondo... mi senti calda e bagnata, senti i miei umori che colano tra le gambe... mi guardi attraverso lo specchio... gli occhi sono chiusi... la bocca è semiaperta... le mie mani ti cercano... ma le blocchi con le tue e spingi con forza. Affondi il tuo sesso dentro il mio... sento i tuoi testicoli sbattere... sento il piacere che si avvicina... ma tu fai scivolare il tuo sesso fuori dal mio. Mi fai entrare dentro la vasca e ti sdrai su di me... sento l'acqua che accarezza la mia pelle, sento il piacere attraverso il tuo corpo, le tue mani che mi prendono e mi girano. Mi ritrovo seduta su di te... mi avvicino, mordo le tue labbra, succhio la tua lingua... i miei seni premuti sul tuo petto. E comincio lentamente a danzare... sul tuo sesso. I miei fianchi si muovono lenti... con movimenti ritmici circolari. Rimango ferma e poi spingo. Le labbra del mio sesso giocano con la punta del tuo... sei enorme... eccitato. "Vuoi godere?" Ti guardo negli occhi e capiso... Inizio a muovermi sempre più veloce fino a quando non ti sento esplodere dentro di me... il mio orgasmo sta arrivando... inarco la schiena e tu mi stringi a te... e mi mordi le labbra, non posso neanche gridare... sei un bastardo. Ti sento ancora grande dentro di me... mi alzo in piedi lentamente, le tue dita esplorano il mio sesso... porti le tue dita verso la mia bocca per farmi gustare il seme che hai raccolto... avvicini le labbra al mio sesso e giochi con la tua lingua sul mio clitoride... con le mie labbra per gustare il sapore del nostro piacere...".

Fantasticato dal Sarpente e dalla Mela


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 Una Serata Piovosa....Parte terza

....Lentamente...ho cominciato a massaggiare i tuoi fianchi...il tuo splendido culetto....ti sentivo fremere...la mia lingua giocava con il tuo sesso...la mia bocca lo succhiava con avidità...volevo sentirmi piena di Te...del tuo seme caldo...sono scivolata un pò più giù per poterlo succhiare meglio...era caldo...duro...grosso...ma continuavo a succhiarlo...sentivo che stavi per venire...ma non volevo godessi nella mia bocca.....ho iniziato a massaggiarlo con la mia mano,l'altra accarezzava piano i tuoi testicoli....poi ho aperto la bocca...ho chiuso gli occhi...ed ho sentito sul mio viso...il primo fiotto caldo...del tuo succo...lo volevo tutto per me...l'ho leccato mentre continuavi a venire....fino a quando mi hai implorato di smettere....mmmmhhhhh....buono...il tuo sapore...mi piace....ne voglio ancora....


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Sedevo alla mia scrivania, nella penombra della stanza, lo sguardo si spegneva non appena fuori del cono di luce della piccola lampada al neon… Sentivo chiaramente il calore tenue e freddamente verdastro sulle mani l’una sopra l’altra, trepidanti; nella attesa delle possibilità di muoversi, liberamente… Dovevano essere all’incirca le dodici, dodici e trenta. Ero sveglio già da molto, eppure mi prodigavo nell’evitare qualsiasi tipo di rumore. Fuori avrebbe dovuto esserci il sole. Potevo intuirlo da quei piccoli raggi, che a forza e con impeto cercavano di insinuarsi in quell’intimità buia. La persiana era completamente chiusa, eppure la luce non aveva alcuna intenzione di rispettare la nostra privaci…Balenava da piccole fessure della plastica che ci divideva dal mondo, fuori di lì. Abituando lentamente la mia vista a percepire le sagome intorno a me…sapevo benissimo dov’era, e potendo scorgere la sua posizione mentre dormiva. La mano dolcemente adagiata di fronte al suo viso, con il palmo rivolto al soffitto; e quel delicato chiarore della sua pelle ne delineava il profilo rilasciato. Il suo respiro impercettibile, era il mio ossigeno. Lo sentivo mescolarsi con l’aria fresca della domenica, che lentamente, con un leggero sibilo penetrava insieme alla poca luce del sole. Il suo profilo si rendeva più nitido con il passare dei minuti, aumentando il desiderio in me di sentire la sua voce chiamare il mio nome. Immaginavo quel momento, il suo desiderio di avermi accanto, di sentire il mio calore, il  contatto col suo corpo. Desideravo ardentemente cingerla con le braccia, e lasciarla addormentarsi nuovamente, con la consapevole sensazione della mia presenza. Mi concentravo pensando che prestando sufficiente attenzione, avrei avvertito anche solo per un attimo il fruscio delle lenzuola raccontarmi i suoi minimi movimenti. Avevo voglia di lei. Di tutto ciò che riusciva a regalarmi col suo corpo; di tutte quelle sensazioni che il solo toccarla poteva trasmettermi. Volevo baciarla. Il suo viso, le sue labbra, i suoi seni, sentire con le mani finalmente libere la sua pelle risvegliarsi sotto le mie carezze. Ogni centimetro del suo corpo, gemito o sussulto. Ogni caldo respiro, silenzio. Ogni piccolo trasalimento all’aumentare del desiderio delle mie mani, di conoscerla ancora. Di più. Ecco…un movimento. Seguivo il suo profilo adattarsi alla nuova posizione; un sospiro. Con lo scorrere del tempo aumentava il mio desiderio, sentivo il sangue affluire con più foga nelle vene, mentre il mio respiro cominciava a farsi più corto, impaziente. D’un tratto del tutto inconsapevolmente, la mia mano destra afferrò la lampada, direzionandola verso il letto. Ora era di spalle, ed i suoi fianchi erompevano alla mia vista  facendomi trasalire. Drizzai la schiena; e a stento riuscii a trattenermi dal raggiungerla per liberare la mia bramosia. Feci un sospiro riunendo  le mani sul tavolo, ma ormai il desiderio si era impadronito dei miei sensi, della volontà di lasciarla riposare. Mi alzai lentamente dalla sedia, tralasciando di non fare rumore; desideravo il suo risveglio. Ero fermo, in piedi dietro la scrivania, quando sentii la sua voce schiarirsi. Fece il mio nome, mentre si voltava verso di me. Pensai alla lampada, al fatto che avrebbe potuto darle fastidio la luce puntata contro, mi sbrigai ad abbassarla sulla scrivania, mentre sentii la sua voce tenue e assonnata chiamare il mio nome  chiedendomi dove fossi. –Sono qui – Risposi lentamente. Spensi la lampada. –Accendi la luce- forse continua...

fantasticato da spin_age | il mio blog | alle 13:34 | commenti (2)


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giovedì, febbraio 03, 2005

Vi succede mai di cominciare a fantasticare magari in una situazione impossibile,che so una riunione di lavoro,piuttosto che sulla metro,o all'università......quando perdete il controllo della mente e il corpo si produce in fantastiche reazioni,prima tra tutte la famosa morsa tra ombelico e stomaco?A me succede ogni tanto,magari sono in macchina,sulla superstrada,e torno dal lavoro,la musica a palla e la testa che si fa i cazzi suoi e mi prende quel calore in mezzo alle cosce e so che dopo pochi secondi sarò già un lago....e con la coda dell'occhio guardo il parcheggio della stazione di servizio e parte il film.Sera tardi,nebbia e pioggia,ho finito le sigarette e mi fermo a comprarle per strada.Ho una gonna lunga dritta,stivali con tacco alto,una camicetta e sopra un cappotto nero.....il perizoma me lo son tolto in macchina,già ho una vaga idea di come finirà la serata.....nel bar della stazione di servizio indecenti ragazzini ebeti che giocano a videopoker,avventori insonnoliti,bariste scazzate,odore di stantio"Un pacchetto di Camel bleu,per favore"chiedo,prendo e pago.....poi mi sento uno sguardo che mi trapassa come uno stiletto e mi blocco prima di aprire la porta.E sento il suo odore,quell'odore di maschio che non è possibile alterare con nessun profumo,mi sopravanza,e con gesto inutilmente galante,apre la porta"grazie,ben gentile"dico io con tono cortese,lui ricambia con un lieve cenno della testa.Comincia la giostra....non ci scambiamo nemmeno una parola,siamo fermi sulle scale,sotto una pioggia apocalittica,nessuno dei due ha intenzione di muoversi prima che l'altro abbia fatto la sua mossa.A metà tra un combattimento clandestino tra pit bull,e il gioco dell'Oca.Gli sguardi agganciati,uno a pochi centimetri di distanza dall'altro,sento il suo fiato sulle mie labbra e allora porto le mia mani dietro la sua nuca e lo tiro verso di me.Sono baci,sono morsi,un intreccio di lingue che par non finire mai.Sento una mano di lui che sale sotto la gonna,leggo lo stupore nel trovare la mia fica senza nessuna stoffa che la copre,accarezza la fessura tra le grandi labbra,con la punta dell'indice trova il clitoride e inizia a toccarlo."spostiamoci da qui"sento la mia voce che sussurra questa frase e mi ritrovo dopo pochi attimi in mezzo ad una fila di camion,appoggiata con la schiena contro uno di questi colossi della strada.Mi mette le mani sotto il culo e mi spinge verso di sè,un colpo secco di reni e mi pianta il cazzo nella fica che ormai pregava per averlo.Siamo in piedi,sotto il temporale.io che lo stringo forte tra le gambe.Si ferma per far saltare tuti i bottoni della camicetta,quando vede il piercing al capezzolo impazzisce,inizia a tirarlo,a torcerlo.Ho il corpo in preda a un milione di scosse elettriche quando mi morde così forte da farmi sanguinare,il rivolo rosso che cola dal capezzolo,si confonde con la pioggia e diventa una scia rosata,come lo sciroppo di granatina.Appoggia un dito dove vede il sangue e me lo mette in bocca,e io lo lecco e lo succhio,mentre mi devasta scopandomi così all'impiedi.Mi disorienta il fatto che mi fissi negli occhi senza dire nemmeno una parola,che vi sia tutto un alfabeto speciale in quello sguardo,che mi stia facendo godere senza usare niente altro che il suo corpo.Si ferma con un cenno della testa mi fa segno di girarmi,poggio le mani sul portellone dipinto di verde brillante,la gonna tirata sopra ai fianchi.Gli offro lo spettacolo dei miei buchi aperti e aspetto un altra razione.Mi poggia le mani sul collo,mi lecca l'orecchio,torna a straziarmi le tette.mi fa alternativamente fica e culo,con lentezza,e pazienza,con una mano mi tappa la bocca,sa che se potessi urlerei.Lo sente dalle vibrazioni della mia pelle,da quanto sono bagnata.Poggio il viso sull'acciaio del camion e mi lascio aprire,sfasciare,rompere in tutti i modi,finchè questa volta è lui a urlare sotto quella pioggia,di notte,in quel parcheggio........Dissolvenza ,fine del film.Un'altra volta qui a scrivere per Voi. 


 

fantasticato da QueenZora | il mio blog | alle 23:58 | commenti (4)


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 Ciao, intanto comincio a salutarVi tutti. Ringrazio Morgana di avermi invitato su questo blog libero, spero di essere all'altezza di dare emozioni.. come Voi tutti ne date..  a presto.. con sensuale simpatia a tutte le donne che postano, e con (solo) simpatia a tutti i man. ciauzz..  

fantasticato da dominatorsoul | il mio blog | alle 21:33 | commenti (3)


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fantasticato da Eva_eva | il mio blog | alle 10:33 | commenti


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mercoledì, febbraio 02, 2005

Una serata piovosa... seconda parte...

...avevo addosso soltanto un cardigan di lana e le culotte di pizzo, potevi sentire attravarso la stoffa quanto era caldo il mio sesso... quanto ti desiderava... mi hai guardata negli occhi, con il tuo sguardo profondo, ho letto il piacere nei tuoi occhi... nel tuo sguardo... mi volevi. Ed io volevo te. Ho iniziato a muovermi piano su di te, ritmicamente... le tue mani cercavano il mio corpo... si muovevano lentamente sul mio collo, sulle mie spalle... le tue mani tremavano sul mio corpo... mi accarezzavi piano... poi mi hai stretto per la vita, spingendomi verso di te... verso il tuo sesso. Le mie mani sulla tua schiena graffiavano la tua pelle... ho preso le tue labbra tra le mie... ho iniziato a succhiarle... la mia lingua cercava la tua... volevo sentire il sapore del sangue nella mia bocca... ti ho morso le labbra... il tuo grosso sesso spingeva contro il mio... mi hai stretta a te... ti sei alzato... io ho allacciato le mie gambe sui tuoi fianchi, ti sei inginocchiato sul letto... e io sotto di te... mi sono sdaiata. Ho chiuso gli occhi... ho sentito il tuo respiro che accarezzava il mio corpo e si avvicinava alle mie cosce, sei scivolato lungo le mie gambe accarezzandole con il tuo viso... la tua barba graffiava la mia pelle. Hai iniziato a massaggiare il mio sesso con il viso attraverso la sottile stoffa ormai bagnata... la tua bocca, la tua lingua hanno iniziato a giocare con il mio sesso...a cibarsi di me. Le tue labbra hanno aspirato il mio clitoride succhiandolo nella tua bocca calda... stringendolo con i denti. La tua lingua è scivolata lentamente dentro il mio sesso... mi gustavi lentamente. Improvvisamente ti sei alzato e sei scivolato lungo il mio corpo verso i miei seni... il tuo grosso sesso era in mezzo, le tue mani stringevano i miei seni, ti muovevi verso la mia bocca, la mia lingua giocava con la punta del tuo sesso, la mia bocca lo succhiava...


fantasticato da LaMela | il mio blog | alle 19:19 | commenti (2)


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 ...Una serata piovosa...avevo un pò di freddo...ma in casa la temperatura era calda...come me...Avevo voglia di Te...Sono entrata in camera...eri seduto davanti al Pc...forse anche un pò annoiato...mi sono avvicinata a te...hai sentito il mio sguardo su di Te...i miei occhi sul tuo collo...sulla tua schiena...ti ho abbracciato da dietro,la tua testa tra i miei seni...mi hai accarezzato muovendola piano...mi sono abbassata sul tuo collo liscio...ho iniziato a leccare la tua nuca...mordicchiarla piano...volevo darti un brivido...poi mi sono seduta su di te...avevo addosso soltanto un cardigan di lana e le culotte di pizzo....

fantasticato da LaMela | il mio blog | alle 11:35 | commenti (6)


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Due amici discutono tra loro se bisogna essere credenti o meno.
Il primo: sono tutte fesserie io non credo a niente.
Il secondo: Sbagli, io sono molto credente e cattolico.
Ma come fai ad esserlo, che prove hai?; replica.
Lo posso dire con certezze, sono un miracolato.
Come? dice il primo, perchè cosa ti è successso?
Non lo sai, sono andato a Lourdes con mia moglie, l'ho buttata nella piscina e...
l'amico lo interrompe: è guarita?
No è morta.
 

fantasticato da Kokkino | il mio blog | alle 00:17 | commenti (1)


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martedì, febbraio 01, 2005

Non so nemmeno con quali parole dirlo perciò lo dico e basta. A settembre sarò papà.Lo so non è una fantasia erotica.Forse il termine giusto sarebbe tragedia,per non parlare poi della mia giovanissima età.Mah sono stato ingannato.Cari amici che dire la vita è brutale.

fantasticato da AlleGroRaGAzZoMOrTo | il mio blog | alle 02:08 | commenti (6)


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